Massetti e fondi problematici per la posa di parquet in legno

17 dicembre 2020 - La voce dei posatori

Una delle questioni più dibattute tra gli esperti del settore posa di pavimenti in legno è la continua diatriba tra clienti frettolosi di concludere i lavori in casa e la reale necessità di attesa delle tempistiche affinchè un parquet si ambienti o comunque sia possibile posarlo secondo tutti i crismi della regolarità legislativa e delle norme del buon costruire.

Infatti la posa di un pavimento in legno di parquet su un massetto nuovo è cosa piuttosto semplice, purchè il masetto sia stato a sua volta realizzato come si suol dire "a regola d'arte", il che consiste sicuramente nell'aver usato materiali idonei, di qualità, e aver rispettato le tempistiche di essicazione del medesimo. Inoltre un massetto ben fatto dovrà essere anche planare, affinchè non ci siano disconnessioni tali da rendere difficile la posa planare di un parquet. Se così non fosse, spesso il parquettista deve ricorrere ad un livellamento, o alla rasatura con un autolivellante.
Alcune volte l'eccesso di umidità nel massetto necessita di un maggior tempo di essicazione e arieggiamento dell'ambiente, altre volte il grado di umidità è quasi ottimale ma va aiutato con un primer essicativo. Altro tipo di primer è invece quello che si usa per rendere il fondo, magari costituito da un vecchio pavimento, idoneo alla posa incollata del parquet di rovere (ad esempio): sia che si parli di legno massello che di parquet prefinito supportato. In tal caso meglio graffiare le piastrelle o il vecchio pavimento in marmo prima di stendere uno strato di primer coadiuvante l'aggrappaggio del collante. Anche la colla in questi casi dovrà essere selezionata e scelta a dovere tra le tante proposte commerciali dei brand specializzati in colle da pavimento in legno.

Abbiamo posto una domanda generica su come i posatori di parquet con cui collaboriamo in tutta Italia si pongano di fronte alle problematiche di preparazione del sottofondo prima di operare la posa di un pavimento in legno. Ecco qui di seguito i loro utili pareri che affrontano il problema da molti punti di vista: la domanda da cui è partita la costruttiva discussione da cui abbiamo tratto questo articolo di Parquet Sartoriale è la seguente.

Per l'installazione di parquet prefinito crea problemi se il fondo viene rasato con l'autolivellante per chiudere tutti fori del massetto? Dovendo operare una posa su un massetto datato e malmesso, e non volendolo rifare ma solo ripristinare, quali consigli dareste ad un cliente?

Mauro da Teramo, posatore di parquet in Abruzzo:

Se il supporto cementizio ha una buona resistenza meccanica. l'importante è tener conto di tutte le informazione della scheda prodotto del materiale usato per rasare: impasto e stesura.
In tal caso sarebbe una garanzia ulteriore stendere un primer per coadiuvare l'incollaggio.

Alfredo da Bari, posatore di parquet in Puglia:

Io sono un poco scettico sulla stesura di un supporto sovrapposto ad uno già esistente.
Ma bisogna vedere le condizioni del massetto e nel caso consolidarlo bene e per i buchi e le crepe fare una rasata usando lo stesso collante bicomponente che si usa poi per la posa del pavimento.
Altrimenti di può far uso di un primer poliuretanico monocomponente diluito max al 10%, in essiccazione: spesso così facendo ho avuto qualche leggero riempimento dei buchi sul massetto, oltre ad un'ottimo consolidamento.

Luigi da Salerno, posatore di parquet in Campania:

Prima di esprimere un giudizio sarebbe sempre meglio avere la  possibilità  d vedere il massettodi persona anche se una rasatura con colla bicomponente e direi anche con un aggiunga di sabbia quarzifera fine, potrebbe risolvere nella maggior parte dei casi. Ovviamente, il mio consiglio è di farci sempre un passaggio di primer tale da renderlo sempre più compatto ed esente da polvere

Graziano da Arezzo, posatore di parquet in Toscana:

Io non avendo la possibilità di vedere il massetto in generale mi sentirei di consigliare di consolidarlo, (prima di qualsiasi eventuale rasatura) tenendo conto che qualsiasi rasante o autolivellante essendo a base acqua, una percentuale di acqua finirebbe con l'essere assorbita dal massetto stesso (se non viene trattato precedentemente) rischiando di far perdere tutte le proprietà meccaniche del prodotto che si utilizza.

Alessio da Merano, posatore di parquet in Alto Adige:

La mia scelta e il mio consiglio sono sempre gli stessi: Primer a base d’acqua e autolivellante minimo 2 mm (anche se su scheda tecnica danno 0-10mm) Non capisco i timori di sovrapporre due strati cementizi francamente, rasare a colla equivale ad incollare, se massetto sfarina o non è consolidato si stacca comunque il primo strato e il solo primer non è sufficiente. Il primer serve per consolidare il massetto, come aggrappante per livellina e aiuta alla stessa ad autolivellarsi. In ogni caso è opportuno effettuare il test RIRI per capire se realmente è necessario intervenire

Andrea da Oristano, posatore di parquet in Sardegna:

Secondo la mia esperienza il miglior fissativo rimane per questi casi il Prosfas della Mapei, poi un buon autolivellante fibrato seguendo una giusta dose acqua. Occorre infine aspettare l'essiccazione giusta. Ci tengo a specificare che  il Prosfas va dato con innaffiatoio, quello che si usa per i fiori per capirci, però valutando sempre in base alle condizioni del massetto.

Pietro da Roma, posatore di parquet nel Lazio:

Io personalmente consiglio la stesura di auto livellante, anticipato da un primer che faccia da promotore di adesione al parquet: nella maggior parte dei casi vsi trovano in commercio l’accoppiamento di primer ed auto livellante.

Federico da Torino (titolare azienda TOVER specializzata in prodotti per pavimentisti):

Ciao a tutti, parto sempre dal presupposto che la catena più forte è quella fatta da un solo anello. Per cui se i fori sono di piccole dimensioni e il massetto è sufficientemente robusto e non spolverate (diamo per scontato che sia asciutto), l'ideale è l'utilizzo della sola colla, bicomponente.
Se invece il sottofondo spolvera suggerisco l'utilizzo di un antipolvere all'acqua o esenti da solvente. Ormai in entrambi i casi si parla di 1 o 2 ore di attesa (noi della Tover a catalogo abbiamo il Nanofix e il Primer PU100). Se invece l'irregolarità è diffusa e profonda un'ottima soluzione sono i primer epossidici bicomponenti: una prima mano diluita con alcool permette di consolidare bene il massetto e da fare da ponte d'unione per lo strato dello stesso primer mescolato con quarzo

Andrea da Milano, tecnico commerciale della ditta Carver:

La mia ditta, la Carver, per cui svolgo un lavoro di consulente commerciale, è azienda che produce chimica per pavimenti in legno e nella mia esperienza ho visto ottimi risultati applicando una mano di Epoprimer Carver (primer epossidico bicomponente) diluito con alcol prima della stesura di autolivellanti diciamo che non è una soluzione che amo consigliare per via del crearsi di una sovrapposizione di vari strati di prodotti con natura diversa (il troppo non è mai buono).
Se il massetto non spolvera si può usare direttamente una buona colla bicomponente epossidica. Se spolvera ma è asciutto consiglio comunque prima una mano di antispolvero con primer inodore all'acqua Universal Carver. Nel caso si voglia livellare o come in questo caso riempire dei buchi la soluzione tecnica più valida e creare una malta epossidica con e Sabbia Quarzifera Asciutta.

Questi i link ai prodotti che mi sento di consigliare:

https://www.carver.it/pack-primer-cemento-grezzo-epoprimer-5l-2-5l.html
https://www.carver.it/primer-cemento-grezzo-universal-10l.html
https://www.carver.it/pack-malta-autolivellante-leveltris-13-5kg.html

So benissimo che nessun tecnico consiglierebbe mai una soluzione del genere (primer epossidico sotto un autolivellante cementizio) perchè non può essere mai garantito al 100%. Purtroppo in 20 anni di esperienza è una operazione che ho visto fare da parchettisti migliaia di volte e ho visto per esperienza che anche se non sarà mai consigliata fortunatamente per loro gli ha sempre portato pochi problemi!

Risponde Federico:

In merito al comportamento esotermico di un primer epossidico, confermo quanto dice Andrea Dioli, ma questo è vero solo se la miscela viene lasciata in massa e pertanto ha origine una reazione a catena in cui il calore (sprigionato all'inizio) funziona da accelerante. Così il calore cresce e con esso l'accelerazione.
Questo fenomeno si riduce enormemente se si aggiunge del quarzo (sabbia asciutta).

PICCOLA DIGRESSIONE:

consigli per posa di parquet su masetti riscaldati e raffreddati? E quali i limiti nello specifico di un parquet in legno di rovere spinato, prefinito e ovviamente supportato (non massello)... molti potenziali clienti rinunciano a parquet in legno su massetti riscaldati perchè da molti reputato "pericoloso e a rischio".

Mauro da Teramo, posatore di parquet in Abruzzo:

Se il parquet di rovere è stratificato ha la stessa stabilità di una plancia di grandi dimensioini , quindi nessun problema a mio avviso. Per quanto riguarda il sistema di riscaldamento /raffreddamento, basta osservare le temperature normate.

Roberto da Genova, posatore di parquet in Liguria:

Pericolosi sono quelli che sostengono che sia "pericoloso".
Il parquet è stratificato? Dov'è il problema? Quoto anche la teoria delle temperature normate

Gabriele da Lucca, posatore di parquet in Toscana:

Le solite teorie metropolitane di chi non sà e non se ne intende

PARQUET SARTORIALE ALLORA RIACCENDE LA DISCUSSIONE CON UN NUOVO INPUT:  e se sull'impianto radiante c'è solo un livellate da 15mm...cosa consigliate di fare? Che primer scegliere? O lo spessore è troppo limitato per posare un parquet in legno?

Mauro da Teramo, posatore di parquet in Abruzzo:

Il supporto autolivellante ha delle ottime caratteristiche di resistenza meccanica. Chiaramente va, prima carteggiato e dopo primerizzato. Io uso solo prodotti silanici (per approfondimento in merito ai prodotti "silanici" fondamentali nelle discussioni moderne sulle pose incollate dei parquet, vi rimandiamo al prossimo blog di Parquet Sartoriale che vi dedicherà un approfondimento).

Valentino da Bergamo, posatore di parquet in Lombardia:

La caratteristica di un pavimento in legno spinato è di contrapporre le venature quindi spezzare la spinta del legno non avendo una linea continua, di conseguenza da sempre è considerata più stabile.
Ho avuto occasione di installare più parquet su pavimenti riscaldati con 15 mm di livellina, la livellina utilizzata non è come quella standard ma molto più forte ed è stata creata proprio per queste situazioni e necessità: il minimo spessore per dare il massimo rendimento.
una cosa che volevo aggiungere è che su questi massetti livellanti da 15 mm il sistema di riscaldamento di nuova generazione ha una curvatura di al massimo 27 gradi e  il calore non è eccessivo e come vi dicevo prima questi autolivellanti sono creati appositamente per resistere nonostante loro spessore esiguo.

Alessandro da Bologna, posatore di parquet in Emilia Romagna:

Non vedo nessuna controindicazione a montare una spina su pavimento riscaldato, a me quello che fa paura sono i soli 15 mm di autolivellante su un massetto radiante: non mi è mai successo ma per posare un legno sopra a questo massetto chi lo ha realizzato o il cliente che mi chiede di operare in casa sua a queste condizioni mi deve garantire la tenuta del fondo alle colle che userei per istallare il pavimento in legno. Una volta ottenuta questa garanzia (che non sono tenuto a dare io come posatore del pavimento ma chi ne crea il supporto sottostante) non avrei problemi a posarlo anche se con colle che resistono a una trazione di 30 kg per cm quadrato. Mi farebbe un po' paura unicamente perché sarà sicuramente un sotto pavimento molto sollecitato.

Andrea da Oristano, posatore di parquet in Sardegna:

Buonasera ragazzi il tipo di parquet spinato ma supportato va bene, però il 15 mm di livellante mi lascia un po' dubbioso, anche se è vero che gli attuali e innovativi prodotti chimici di aiuto al mestiere del posatore sono molto resistenti. Ho già posato su massetti autolivellati però non avevano il radiante e il parquet era  una plancia larga 190mm in rovere prefinito.

Mauro da Teramo, posatore di parquet in Abruzzo:

Si parla di supporto autolivellante: 15 mm di prodotto tecnologico e specifico  su sistema radiante, quindi lo spessore del supporto è superiore e non crea nessun problema, chiaramente se fatto a regola d'arte.

Andrea da Milano, posatore di parquet in Lombardia:

Sul fatto che una posa a spina sia più  stabile di una a correre e un supportato sia più stabile di un massello non c'è dubbio e concordo con tutti i parchettisti d'Italia! Per  quel che riguarda compatibilità tra primer e colle silaniche, almeno per quel che riguarda le colle Carver di cui conosco a pieno le caratteristiche, non c'è nessun problema sia con primer all'acqua che con primer epossidico. Occhio al primer all'acqua se l'autolivellante è a base anidrite che con l'acqua si scioglie. Così di pancia direi su massetto cementizio di carteggiare per aprire un po' il supporto, dare una mano tirata di primer Universal all'acqua e poi incollare con colla silanica.
Alla fine di queste supposizioni e disquisizioni diciamo però che l'unico che ti può garantire la tenuta del pacchetto, l'idoneita alla posa di un parquet, la sua successiva verniciatura in opera e se è consigliato l'utilizzo del primer o meno rimane sempre e solo il produttore di questo sistema radiante tramite la sua scheda tecnica. È solo lui che sa le reali caratteristiche del suo livellante con quello spessore e se tiene il parquet o meno!

Graziano da Arezzo, posatore di parquet in Toscana:

Buonasera a tutti, in ogni modo il massettista dovrebbe (secondo normativa) mettere per iscritto là conformità del suo manufatto, e ad oggi non mi è mai capitato di vederne una.
In alternativa e per evitare qualsiasi dubbio sulla tenuta o meno del supporto uno potrebbe optare per una posa ibrida con apposito materassino (ma anche di questo ci occuperemo nell'approfondimento del prossimo blog...

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